Ci sono diversi osservatori che si occupano di studiare le tendenze della EU in vari ambiti: sociale, economico o politico; il loro compito è di raccogliere dati per studiare le problematiche comunitarie affinché si possano identificare con esse anche delle possibili risoluzioni.
Gli organi decentrati della EU
La raccolta di informazioni avviene tramite alcune sedi territoriali, dislocate in ogni stato della EU: il loro compito è quello di registrare i fenomeni locali ma anche quello di far rispettare le direttive europee. Esistono osservatori per la sicurezza dei cittadini, di controllo sulle pratiche finanziarie, per la destinazione dei fondi dell’EU, l’energia nucleare (nel caso dei paesi che ne fanno uso), per la pesca, l’agricoltura e molti altri aspetti regolamentati da specifiche normative europee. Uno studio recente dell’osservatorio europeo sulla sicurezza in Italia, tramite un’agenzia di sondaggi, ha rilevato i dati del malcontento dei cittadini di fronte alle manovre anti crisi, mostrando però una certa fiducia nell’opera di risanamento dei conti pubblici iniziata dal governo.
Statistiche sulla EU
La fonte più autorevole nella raccolta di informazioni rimane comunque l’ufficio statistico della EU, ovvero l’Eurostat, l’organo centrale che si occupa di uniformare i parametri statistici in tutti gli stati membri. La sua sede si trova in Lussemburgo e il suo operato consiste nel raccogliere dati ed elaborarli per consentire alla Commissione Europea di pianificare le proprie politiche sociali ed economiche. Anche la Banca Centrale Europea si serve della collaborazione di Eurostat per stabilire i parametri della distribuzione dei fondi europei. Per quanto riguarda la salute e l’alimentazione, gli studi sulla situazione delle aree rurali in Europa, hanno visto un entusiastico approccio verso il settore biologico, l’agricoltura e l’allevamento sostenibili. In questo periodo di crisi economica, una recente statistica sulle condizioni di vita dei cittadini comunitari attesta il tasso di disoccupazione media al 10% circa, con un’inflazione del 2.7% tuttavia, nonostante le ripercussioni sugli investimenti nel settore industriale, i dati del turismo in Europa sono positivi: il 2011 ha visto un forte incremento del passaggio di turisti in Spagna e Italia, seguite immediatamente nella classifica da Francia, Germania e Gran Bretagna.
Foto: richterfoto
Bruxelles, in Belgio, ospita la sede della Commissione Europea, per questo motivo vi risiedono anche centri di studio e di informazione riguardanti la EU i quali offrono l’opportunità di studiare da vicino le dinamiche sociali e politiche comunitarie.
A seguito dell’aggravarsi della crisi nel 2011, l’Eurozona ha visto precipitare molto velocemente la situazione dei paesi con le economie più deboli e, mentre alcuni stati dell’unione corrono il rischio di insolvenza, la scure delle agenzie di rating cala anche sui più insospettabili.
La sigla ISDEE, che sta per Istituto di Studi e Documentazione sull’Europa Comunitaria e l’Europa Orientale, indica un’istituzione europea che da sempre si occupa di mediare i rapporti tra gli stati comunitari e gli stati dell’est Europa.
I centri di documentazione europea (CDE) svolgono un importante ruolo informativo per favorire le politiche di integrazione dei singoli stati all’interno del sistema Europa; i cde si occupano di diffondere le normative comunitarie sia fra i comuni cittadini che negli istituti scolastici e di ricerca.
L’Unione Europea si trova davanti ad una crisi internazionale che sta mettendo a dura prova il mondo occidentale; il momento più critico per l’euro si è avuto durante il corso del 2011, anno in cui Grecia, Irlanda e Portogallo hanno rischiato il default finanziario, ovvero di non poter arginare il proprio debito pubblico.