<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Isdee</title>
	<atom:link href="http://www.isdee.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.isdee.it</link>
	<description>Normative comunitarie</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 07:51:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Studi sull&#8217;Europa</title>
		<link>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/studi-sulleuropa/</link>
		<comments>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/studi-sulleuropa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 16:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzie di sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[Manovre anticrisi]]></category>
		<category><![CDATA[Normative europee]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isdee.it/?p=23</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono diversi osservatori che si occupano di studiare le tendenze della EU in vari ambiti: sociale, economico o politico; il loro compito è di raccogliere dati per studiare le problematiche comunitarie affinché si possano identificare con esse anche delle &#8230; <a href="http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/studi-sulleuropa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-25" title="Bandiera europea" src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2011/08/Unione-europea-300x199.jpg" alt="Unione europea" width="300" height="199" /><strong>Ci sono diversi osservatori che si occupano di studiare le tendenze della EU in vari ambiti: sociale, economico o politico; il loro compito è di raccogliere dati per studiare le problematiche comunitarie affinché si possano identificare con esse anche delle possibili risoluzioni.</strong></p>
<h2>Gli organi decentrati della EU</h2>
<p>La raccolta di informazioni avviene tramite alcune sedi territoriali, dislocate in ogni stato della EU: il loro compito è quello di registrare i fenomeni locali ma anche quello di far rispettare le direttive europee. Esistono osservatori per la sicurezza dei cittadini, di controllo sulle pratiche finanziarie, per la destinazione dei fondi dell’EU, l’energia nucleare (nel caso dei paesi che ne fanno uso), per la pesca, l’agricoltura e molti altri aspetti regolamentati da specifiche normative europee. Uno studio recente dell’osservatorio europeo sulla sicurezza in Italia, tramite un’agenzia di sondaggi, ha rilevato i dati del malcontento dei cittadini di fronte alle manovre anti crisi, mostrando però una certa fiducia nell’opera di risanamento dei conti pubblici iniziata dal governo.</p>
<h2>Statistiche sulla EU</h2>
<p>La fonte più autorevole nella raccolta di informazioni rimane comunque l’ufficio statistico della EU, ovvero l’Eurostat, l’organo centrale che si occupa di uniformare i parametri statistici in tutti gli stati membri. La sua sede si trova in Lussemburgo e il suo operato consiste nel raccogliere dati ed elaborarli per consentire alla Commissione Europea di pianificare le proprie politiche sociali ed economiche. Anche la Banca Centrale Europea si serve della collaborazione di Eurostat per stabilire i parametri della distribuzione dei fondi europei. Per quanto riguarda la salute e l’alimentazione, gli studi sulla situazione delle aree rurali in Europa, hanno visto un entusiastico approccio verso il settore biologico, l’agricoltura e l’allevamento sostenibili. In questo periodo di crisi economica, una recente statistica sulle condizioni di vita dei cittadini comunitari attesta il tasso di disoccupazione media al 10%  circa, con un’inflazione del 2.7% tuttavia, nonostante le ripercussioni sugli investimenti nel settore industriale, i dati del turismo in Europa sono positivi: il 2011 ha visto un forte incremento del passaggio di turisti in Spagna e Italia, seguite immediatamente nella classifica da Francia, Germania e Gran Bretagna.</p>
<p>Foto: richterfoto</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/studi-sulleuropa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Seminari e stage a Bruxelles e in Italia</title>
		<link>http://www.isdee.it/centri-di-studio/seminari-e-stage-a-bruxelles-e-in-italia/</link>
		<comments>http://www.isdee.it/centri-di-studio/seminari-e-stage-a-bruxelles-e-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 15:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[L'EJC]]></category>
		<category><![CDATA[Maastrich]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Stage a Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Università italiane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isdee.it/?p=20</guid>
		<description><![CDATA[Bruxelles, in Belgio, ospita la sede della Commissione Europea, per questo motivo vi risiedono anche centri di studio e di informazione riguardanti la EU i quali offrono l&#8217;opportunità di studiare da vicino le dinamiche sociali e politiche comunitarie. Seminari a &#8230; <a href="http://www.isdee.it/centri-di-studio/seminari-e-stage-a-bruxelles-e-in-italia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Consiglioeuropeo-300x225.jpg" alt="Unione europea" title="Consiglio europeo" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-21" /><strong>Bruxelles, in Belgio, ospita la sede della Commissione Europea, per questo motivo vi risiedono anche centri di studio e di informazione riguardanti la EU i quali offrono l&#8217;opportunità di studiare da vicino le dinamiche sociali e politiche comunitarie.</strong></p>
<h2>Seminari a Bruxelles</h2>
<p>Ogni anno viene offerta a giovani laureati la possibilità di effettuare stage a Bruxelles presso la Comunità Europea o altri enti similari. L&#8217;offerta si rivolge specialmente a persone interessate all&#8217;ambito delle relazioni internazionali, scienze politiche e lingue, c&#8217;è infatti grande bisogno di traduttori e interpreti. Oltre agli stage si possono frequentare corsi di aggiornamento e master in diritto comunitario, oppure legati alle politiche sociali e di integrazione. L&#8217;EJC (European Journalism Center), che si occupa di monitorare l&#8217;attività della Commissione Europea, ogni anno promuove moltissimi seminari a Bruxelles in collaborazione con giornalisti specializzati in politica ed economia della EU. Per diventare dei buoni analisti il confronto e la discussione sui temi caldi del momento sono quanto mai necessari, viene inoltre dato pieno risalto all&#8217;importanza di un&#8217;informazione seria e affidabile. Altri seminari promossi dai principali enti europei vengono svolti a Maastricht, un&#8217;altra delle città simbolo dell&#8217;Unione Europea.</p>
<h2>Guardando a Bruxelles</h2>
<p>Nelle università italiane, soprattutto nelle facoltà di giurisprudenza e scienze politiche, vengono continuamente svolti seminari e master riguardanti il diritto europeo al fine di tenere aggiornati studenti e professionisti del settore con le ultime direttive comunitarie. L&#8217;Università di Roma “La Sapienza” ospita a questo proposito un centro di diritto europeo che ogni anno si occupa di notificare le decisioni di Bruxelles attraverso seminari, corsi e pubblicazioni. Le conferenze trattano anche di problemi quali il terrorismo internazionale, proponendo strategie comuni di contrasto, o di politiche economiche e sociali. In questo contesto sono fondamentali gli scambi di studenti e ricercatori fra le università; proprio queste ultime sono i veri osservatori in cui si mettono in atto le prove generali di integrazione: è infatti in queste sedi che, nella maggior parte delle occasioni, si svolgono i seminari e le conferenze. Bisogna considerare infatti che molto spesso le maggiori autorità del settore economico e giuridico svolgono proprio il ruolo di professori universitari.</p>
<p>Foto: finecki &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.isdee.it/centri-di-studio/seminari-e-stage-a-bruxelles-e-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il declassamento degli stati europei</title>
		<link>http://www.isdee.it/senza-categoria/il-declassamento-degli-stati-europei/</link>
		<comments>http://www.isdee.it/senza-categoria/il-declassamento-degli-stati-europei/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 15:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[Efsf]]></category>
		<category><![CDATA[Eurozona]]></category>
		<category><![CDATA[Standard&poor]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Europei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isdee.it/?p=17</guid>
		<description><![CDATA[A seguito dell&#8217;aggravarsi della crisi nel 2011, l&#8217;Eurozona ha visto precipitare molto velocemente la situazione dei paesi con le economie più deboli e, mentre alcuni stati dell&#8217;unione corrono il rischio di insolvenza, la scure delle agenzie di rating cala anche &#8230; <a href="http://www.isdee.it/senza-categoria/il-declassamento-degli-stati-europei/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Euro-300x200.jpg" alt="Salvaguardia dell&#039;economia dell&#039;Eurozona" title="Euro" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>A seguito dell&#8217;aggravarsi della crisi nel 2011, l&#8217;Eurozona ha visto precipitare molto velocemente la situazione dei paesi con le economie più deboli e, mentre alcuni stati dell&#8217;unione corrono il rischio di insolvenza, la scure delle agenzie di rating cala anche sui più insospettabili.</strong></p>
<h2>La BCE e l&#8217;Eurozona</h2>
<p>La banca centrale europea (bce) in questo periodo sta svolgendo un compito molto importante per la salvaguardia dell&#8217;economia dell&#8217;Eurozona grazie al cosiddetto “fondo salva stati” (Efsf). Tuttavia la situazione resta problematica e l&#8217;agenzia di rating Standard&#038;poor, oltre ad aver recentemente declassato Francia, Austria e Italia, ha esposto i suoi dubbi anche sull&#8217;affidabilità dell&#8217;Efsf. In questo contesto il presidente della bce preme affinché i paesi dell&#8217;Unione che ancora godono della valutazione massima contribuiscano in favore di quelli in difficoltà, garantendo una maggiore quantità di risorse per prestiti nell&#8217;Eurozona a favore di piani di sviluppo e crescita. Affiancando i prestiti alle politiche di austerità, dovrebbe essere possibile drenare i debiti dei paesi più a rischio senza incorrere nella minaccia della recessione. L&#8217;attuale presidente della bce, Mario Draghi, ha fortemente criticato l&#8217;intervento delle agenzie di valutazione finanziaria nei confronti dell&#8217;economia europea, sottolineando il fatto che il loro giudizio  spesso non sia né esatto né molto obiettivo.</p>
<h2>La situazione economica dell&#8217;Eurozona</h2>
<p>In questo momento sono pochi i paesi dell&#8217;Eurozona a mantenere ancora un&#8217;economia forte, tuttavia, sotto la guida di Francia e Germania, si sta imponendo a tutti gli stati membri di compiere un grosso sforzo di risanamento delle finanze pubbliche. A seguito del declassamento della Francia però, solo la Germania e pochi altri stati mantengono attualmente la valutazione massima, che corrisponde ad una tripla A. In questo frangente è cruciale la ripresa dell&#8217;Italia, più volte sollecitata fin dal 2011 ad azioni decisive in questo senso. La Commissione Europea e la BCE si stanno impegnando per costituire dei piani sia a breve che a lungo termine per garantire un ritorno di stabilità e, conseguentemente, di crescita. Nonostante ciò, la situazione di  insicurezza che coinvolge tutti i cittadini europei, ha creato un clima disfattista e di sfiducia nei confronti della moneta unica e dell&#8217;Unione.</p>
<p>Foto: Günter Slabihoud</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.isdee.it/senza-categoria/il-declassamento-degli-stati-europei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ISDEE</title>
		<link>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/lisdee/</link>
		<comments>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/lisdee/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 07:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura europea]]></category>
		<category><![CDATA[ISDEE]]></category>
		<category><![CDATA[Istituti di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Muro di Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi dell'est]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isdee.it/?p=12</guid>
		<description><![CDATA[La sigla ISDEE, che sta per Istituto di Studi e Documentazione sull&#8217;Europa Comunitaria e l&#8217;Europa Orientale, indica un&#8217;istituzione europea che da sempre si occupa di mediare i rapporti tra gli stati comunitari e gli stati dell&#8217;est Europa. L&#8217;isdee e la &#8230; <a href="http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/lisdee/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/UnioneEuropea-300x271.jpg" alt="Paesi membri dell&#039;Unione Europea" title="Cartina Europa" width="300" height="271" class="alignleft size-medium wp-image-13" /><strong>La sigla ISDEE, che sta per Istituto di Studi e Documentazione sull&#8217;Europa Comunitaria e l&#8217;Europa Orientale, indica un&#8217;istituzione europea che da sempre si occupa di mediare i rapporti tra gli stati comunitari e gli stati dell&#8217;est Europa.</strong></p>
<h2>L&#8217;isdee e la Comunità Europea</h2>
<p>L&#8217;istituto fu fondato alla fine degli anni &#8217;60 a Trieste per regolare i rapporti fra i Balcani, l&#8217;Europa dell&#8217;est e gli stati occidentali. Inizialmente svolgeva un&#8217;opera di mediazione culturale utilizzando la sede triestina come ponte fra est ed ovest dell&#8217;area europea, in seguito ha acquisito ruoli sempre più importanti anche in ambito politico ed economico. Dopo la caduta del muro di Berlino gli stati dell&#8217;est interessati dalla sua azione sono aumentati arrivando a comprendere anche i paesi slavi: in un momento storico così delicato l&#8217;isdee ha svolto un ruolo molto importante creando le condizioni necessarie ad una maggiore interazione fra gli stati, cosa che ha semplificato molto lo sviluppo di accordi e relazioni internazionali efficaci. L&#8217;istituto è costituito da un gruppo di ricercatori che studiano costantemente gli sviluppi della società europea, si tratta quindi di un osservatorio che si occupa di monitorare le dinamiche interne agli stati in una prospettiva più ampia e comunitaria.</p>
<h2>La cultura europea dell&#8217;ovest e dell&#8217;est</h2>
<p>L&#8217;isdee nasce sostanzialmente come un centro di cultura il cui intento era quello di far incontrare due realtà distinte, legate a due aree di influenza distanti seppur vicine geograficamente. Si tratta di un esempio di integrazione e cooperazione europea prima dell&#8217;effettiva nascita della UE, con cui comunque attualmente collabora. L&#8217;istituto si è occupato anche dei rapporti tra Europa occidentale e orientale durante la guerra nei Balcani, preparando il campo alle trattative di natura economica e politica che ne sono scaturite. L&#8217;isdee comunica i risultati delle sue ricerche tramite la rivista “Est-Ovest”, una pubblicazione molto dettagliata il cui intento è quello di far comprendere non solo la cultura, ma anche le dinamiche sociali e politiche attualmente in atto nei Balcani e nei Paesi slavi, che oggi svolgono un ruolo fondamentale sia per i moti migratori che ne scaturiscono, che per la loro influenza sempre crescente nell&#8217;ambito dell&#8217;economia di tutta l&#8217;Europa. </p>
<p>Foto: Tanja Bagusat</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/lisdee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Centri di documentazione europea</title>
		<link>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/centri-di-documentazione-europea/</link>
		<comments>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/centri-di-documentazione-europea/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 07:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[CDE]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Istituti di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isdee.it/?p=9</guid>
		<description><![CDATA[I centri di documentazione europea (CDE) svolgono un importante ruolo informativo per favorire le politiche di integrazione dei singoli stati all’interno del sistema Europa; i cde si occupano di diffondere le normative comunitarie sia fra i comuni cittadini che negli &#8230; <a href="http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/centri-di-documentazione-europea/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Universita-300x200.jpg" alt="Università e istituti di ricerca" title="Università italiane" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-10" /><strong>I centri di documentazione europea (CDE) svolgono un importante ruolo informativo per favorire le politiche di integrazione dei singoli stati all’interno del sistema Europa; i cde si occupano di diffondere le normative comunitarie sia fra i comuni cittadini che negli istituti scolastici e di ricerca.</strong></p>
<h2>Gli Stati e l&#8217;Europa</h2>
<p>I centri di documentazione contribuiscono a rendere trasparente l&#8217;operato della Commissione Europea a chiunque sia intenzionato ad approfondire i contenuti di alcune normative specifiche, in questo modo cercano di abbattere la diffidenza nei confronti delle istituzioni europee avvicinandole ai cittadini. I cde hanno sedi dislocate in tutta Europa e naturalmente ce ne sono diversi anche in Italia: per conoscere la sede più vicina basta semplicemente consultare il sito della Comunità Europea o più nello specifico quello della rete italiana dei centri di documentazione. Questa rete informativa esiste in Europa fin dagli anni &#8217;60 e attualmente conta più di 500 sedi di cui 45 in Italia, ospitate nelle università e presso gli istituti di ricerca. In poche parole i cde costituiscono, insieme ai centri di orientamento per i cittadini, la rappresentanza locale della Commissione Europea  all&#8217;interno degli Stati membri della UE. </p>
<h2>La ricerca in Europa</h2>
<p>I cde sono degli organi fondamentali per coordinare l’operato delle università e degli istituti di ricerca che, attraverso di essi, riescono ad entrare in contatto con la realtà comunitaria. In questo modo lo scambio di informazioni avviene più velocemente consentendo di attuare un sistema di collegamenti fra il mondo dell’università e della ricerca prima, e quello del lavoro dopo, senza alcun limite geografico all’interno dell’Europa. Lo scopo principale è quello di attuare un’ampia modernizzazione degli atenei europei per aumentare la competitività dei giovani inquadrando i programmi dei singoli stati in strategie comuni. In questo modo, collaborando anche con le aziende, si conta di immettere nel mondo del lavoro una gran quantità di laureati sempre più competenti. Questa misura si ritiene necessaria per la crescita e lo sviluppo sia di un’economia europea più salda sia per un aumento dell’occupazione giovanile a livello comunitario. In questo contesto i cde, con il loro ruolo di tramite, svolgono un compito fondamentale.</p>
<p>Foto: chiakto &#8211; Fotolia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.isdee.it/centri-di-documentazione/centri-di-documentazione-europea/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La crisi economica in Europa</title>
		<link>http://www.isdee.it/senza-categoria/la-crisi-economica-in-europa/</link>
		<comments>http://www.isdee.it/senza-categoria/la-crisi-economica-in-europa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 07:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.isdee.it/?p=4</guid>
		<description><![CDATA[L’Unione Europea si trova davanti ad una crisi internazionale che sta mettendo a dura prova il mondo occidentale; il momento più critico per l’euro si è avuto durante il corso del 2011, anno in cui Grecia, Irlanda e Portogallo hanno &#8230; <a href="http://www.isdee.it/senza-categoria/la-crisi-economica-in-europa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6" title="Crisi finanziaria" src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Crisi-300x240.jpg" alt="L'euro e la crisi finanziaria" width="300" height="240" /><strong>L’Unione Europea si trova davanti ad una crisi internazionale che sta mettendo a dura prova il mondo occidentale; il momento più critico per l’euro si è avuto durante il corso del 2011, anno in cui Grecia, Irlanda e Portogallo hanno rischiato il default finanziario, ovvero di non poter arginare il proprio debito pubblico.</strong></p>
<h2>La crisi dell’euro</h2>
<p>Nonostante la Grecia si sia salvata dall’insolvenza durante il 2011, la sua situazione rimane precaria minacciando di coinvolgere altre nazioni della Comunità Europea, come Italia e Spagna. Questo clima teso compromette notevolmente i rapporti di cambio tra euro e dollaro con conseguente instabilità sui mercati. Per evitare che il contagio si estenda a tutti i Paesi dell’eurozona, i vertici europei hanno chiesto delle garanzie di affidabilità da parte dei governi più a rischio di insolvenza e uno sforzo maggiore da parte di tutti gli stati membri affinché si raggiunga il pareggio di bilancio in tempi brevi. Anche se le politiche di austerità adottate contro la crisi stanno dando i loro frutti, alla lunga rischiano di deprimere l’economia portando alla recessione, per questo motivo, per risollevare l’euro, lo sforzo della Comunità Europea è volto verso obiettivi di crescita a livello nazionale e comunitario.</p>
<h2>L’euro e il dollaro</h2>
<p>La crisi che oggi coinvolge l’Europa è solo il risultato più recente di un periodo difficile che perdura dal 2008 a oggi. Questa crisi, nata negli Stati Uniti, si è poi diffusa per via dell’economia globalizzata a tutti i paesi che fanno parte dell’area economica americana, soprattutto quelli più ricchi, che hanno un basso margine di crescita. Il prezzo dei carburanti è salito creando un fenomeno di inflazione generalizzata che ha portato nel 2008 ad un forte squilibrio del tasso di cambio tra euro e dollaro. Con la moneta europea tanto forte e gli Stati Uniti indeboliti economicamente, si è verificato un calo delle esportazioni che ha danneggiato i paesi comunitari, creando alcune delle premesse della crisi di oggi. Attualmente il Consiglio Europeo, guidato da Germania e Francia, sta cercando di mettere in pratica i provvedimenti necessari con l’accordo di tutti gli stati membri.</p>
<p>Foto: imageteam</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.isdee.it/senza-categoria/la-crisi-economica-in-europa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

