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		<title>La Tobin Tax in Europa: e se fosse davvero introdotta?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 13:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[James Tobin nel 1972 ha vinto il premio Nobel per l’economia. Il merito di questa vittoria è dovuto ad una proposta di legge che, a quell’epoca fece scalpore, e che oggi, invece, torna a far parlare di se nella prospettiva di una possibile soluzione dinanzi allo scempio che i paesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/04/problemi-economici-300x200.jpg" alt="Come applicare la Tobin Tax" title="La Tobin Tax in Europa: e se fosse davvero introdotta?" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-62" /><strong>James Tobin nel 1972 ha vinto il premio Nobel per l’economia. Il merito di questa vittoria è dovuto ad una proposta di legge che, a quell’epoca fece scalpore, e che oggi, invece, torna a far parlare di se nella prospettiva di una possibile soluzione dinanzi allo scempio che i paesi europei vivono a causa delle speculazioni economiche esistenti nei mercati finanziari.</strong></p>
<h2>La tassazione proposta da Tobin</h2>
<p>James Tobin, infatti, proprio per limitare e reprimere questo fenomeno progettò una speciale tassa da applicare alle transazioni realizzate nei mercati finanziari al fine di evitare ed abolire le speculazioni finanziarie che si consumano in poco tempo e per incrementare le entrate economiche a livello internazionale. Quando Tobin propose questa speciale forma di tassazione furono in molti coloro che considerarono la sua proposta come una sorta di rimedio ai mali del mondo. Applicando questa speciale tassa sulle transazioni, infatti, si potrebbero ottenere ogni anno circa centocinquanta milioni di dollari in entrate. Tuttavia, la Tobin Tax non è stata vista con favore da tutti: da una parte, infatti, ci sono coloro che la sostengono e che pensano che questa tassa possa portare entrate talmente alte da risolvere il problema della fame nel mondo; dall’altra, invece, sono molti anche coloro che pensano che i ricavi ottenuti da questa tassa sarebbero inferiori rispetto alle rosee previsioni. Tra i detrattori, infatti, ci sono coloro che ricordano il caso particolare della Svezia. All’inizio degli anni ’90, infatti, la Svezia introdusse una forma di tassazione sulle transazioni nei mercati molto simile alla Tobin tax. Tuttavia, le entrate ottenute con questa tassa furono deludenti e non arrivarono nemmeno a sfiorare le previsioni degli economisti. L’introduzione di questa tassa in Svezia, in effetti, comportò una diminuzione delle transazioni piccole e questo fece svanire i buoni propositi del governo che, a quel punto, non potè fare altro che abolire la tassa.</p>
<h2>L’attualità del progetto di James Tobin</h2>
<p>L’idea di James Tobin era finalizzata alla realizzazione di un maggiore equilibrio nell’ambito dei mercati finanziari. Quest’obiettivo, acquista una consapevolezza e un’importanza maggiore alla luce della situazione economica odierna che, stando ai fatti, rischia di trascinare buona parte dei paesi nella bancarotta. L’introduzione di una tassa sulle transazioni nei mercati, infatti, potrebbe essere l’arma vincente per uscire da quest’altalena di valori positivi e negativi che hanno trascinato, e continuano a trascinare, prima l’America e poi l’Europa nella più grave e potente crisi economica dopo quella del 1929. La tassazione proposta da Tobin, in effetti, venne fuori in seguito allo scandalo del Watergate, in seguito a cui era necessario porre un freno alle speculazioni finanziarie che si realizzavano anche con monete di diversa valuta. Quella di Tobin, per molto tempo, rimase solo un’idea fino a quando, un giorno, i francesi rispolverarono la sua proposta. In particolare, nel 97’ il giornale francese Le monde avviò un nuovo progetto per la realizzazione di un’associazione a favore della Tobin Tax con l’obiettivo specifico di aiutare i cittadini francesi. Con il passare degli anni, tuttavia, è diventato evidente che una singola nazione non può avere la forza di applicare una simile tassa che, invece, avrebbe reali effetti e benefici se fosse approvata a livello mondiale. In questo caso, in fatti, si eviterebbero situazioni simili a quelle createsi in Svezia e gli investitori non avrebbero più vie di fuga verso mercati non tassati.</p>
<p>Foto: M&#038;S Fotodesign &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il progetto Erasmus mundus</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 13:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto Erasmus mundus rappresenta uno dei programmi europei più conosciuti e meglio riusciti. Si tratta di un progetto promosso dalla comunità con l’obiettivo specifico di agevolare la mobilità di studenti, ricercatori, dottorandi e professori che operano in uno dei paesi dell’unione europea. Si tratta di un progetto articolato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/04/Erasmus-mundus-300x300.jpg" alt="Erasmus: non solo studio" title="Il progetto Erasmus mundus" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-58" /><strong>Il progetto Erasmus mundus rappresenta uno dei programmi europei più conosciuti e meglio riusciti. Si tratta di un progetto promosso dalla comunità con l’obiettivo specifico di agevolare la mobilità di studenti, ricercatori, dottorandi e professori che operano in uno dei paesi dell’unione europea. Si tratta di un progetto articolato in base a diversi livelli che, gli addetti ai lavori, hanno chiamato azioni.</strong></p>
<h2>Che cos’è il progetto Erasmus?</h2>
<p>In sostanza, il progetto Erasmus Mundus prevede programmi e corsi diversi in base al grado di preparazione degli utenti a cui è rivolto. Il programma più conosciuto e diffuso è quello previsto per gli studenti universitari che decidono di trascorrere un periodo di studio all’estero. In questi casi, la durata del progetto varia da sei mesi ad un anno e prevede un contributo mensile per tutti gli studenti che scelgono di aderire a questo progetto. Si tratta di un’iniziativa importante che, secondo le testimonianze di chi l’ha vissuta in prima persona, è in grado di stravolgere per sempre l’esistenza di un individuo. Il programma Erasmus, in effetti, offre ai giovani una molteplicità di possibilità: imparare una lingua, conoscere un paese straniero ma soprattutto imparare ad essere autonomi, senza contare sul supporto della famiglia. Le esperienze vissute dai giovani impegnati nel progetto erasmus raccontano storie di esistenze che si intrecciano e si arricchiscono sulla base di un bagaglio culturale e sociale diverso. Aderire a questo progetto, infatti, significa anche maturare una consapevolezza maggiore circa l’esistenza e il valore dell’altro che, in questa prospettiva, non è più visto come diverso da sé, bensì come un soggetto analogo a sé da cui è possibile imparare una lingua, una cultura e uno stile di vita diverso dal proprio.</p>
<h2>I vari livelli del progetto Erasmus Mundus</h2>
<p>Il progetto Erasmus Mundus, tuttavia, non è solo quello rivolto ai giovani studenti universitari. Ci sono azioni del progetto, infatti, che prevedono interventi per utenti laureati. Ad essi si rivolge, ad esempio, il programma che permette ai neolaureati di seguire corsi di specializzazione o master in un paese straniero al fine di migliorare ed arricchire il proprio curriculum di studi con l’approfondimento di una lingua straniera oltre che – naturalmente – attraverso il conseguimento di un altro titolo di studio. Ancora altri programmi del progetto Erasmus Mundus si rivolgono, invece, ad utenti già qualificati e quasi formati da un punto di vista professionale. Ad un livello intermendio, infatti, si collocano i programmi rivolti ai dottorandi di ricerca. In questi casi, il progetto prevede – analogamente a quanto accade per gli studenti universitari – un periodo di studio all’estero finalizzato alla realizzazione del lavoro di ricerca. Si tratta di programmi importanti per i quali, spesso, passa il valore della ricerca di un dottorato. A questo livello di formazione, infatti, diventa fondamentale conoscere fluentemente una lingua straniera dal momento che i testi da studiare per realizzare la ricerca vanno sempre analizzati nella loro lingua originale per cogliere il senso reale che – di volta in volta – l’autore intende conferire al proprio scritto. Infine, il progetto Erasmus mundus prevede il finanziamento di periodi di studio all’estero anche per i professori che – analogamente ai dottorandi – necessitano di aggiornamenti continui in merito alle ricerche che portano avanti in ambito accademico.</p>
<p>Foto: Felix Pergande &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le strategie partecipative dell’Unione Europea per i giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 12:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2003 la comunità europea ha stabilito delle linee guida per aiutare ed incentivare i giovani affinché si interessino della politica europea. I rispettivi capi dei governi membri dell’Unione, infatti, da sempre hanno posto l’attenzione sul problema della partecipazione giovanile ai temi della comunità che sembra essere, a detta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-53" title="Le strategie partecipative dell’Unione Europea per i giovani" src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/04/Comunità-europea-300x240.jpg" alt="I giovani Europei" width="300" height="240" /><strong>Nel 2003 la comunità europea ha stabilito delle linee guida per aiutare ed incentivare i giovani affinché si interessino della politica europea. I rispettivi capi dei governi membri dell’Unione, infatti, da sempre hanno posto l’attenzione sul problema della partecipazione giovanile ai temi della comunità che sembra essere, a detta di tutti, molto scarsa.</strong></p>
<h2>Le strategie comunitarie per coinvolgere i giovani</h2>
<p>Per questo motivo, il parlamento europeo dal 2003 in poi ha convocato una serie di consiglio, ordinari e straordinari, per monitorare la partecipazione dei giovani alla vita della comunità e per avanzare – di volta in volta – delle proposte valide affinché essa possa incrementarsi. Il quadro emerso dal consiglio europeo riguardo questo problema è molto chiaro. Secondo i vari paesi membri della comunità, infatti, è necessario attuare dei piani di informatizzazione e di comunicazione verso i giovani al fine di aumentare il loro coinvolgimento nell’ambito della vita comunitaria, sia come cittadini che come lavoratori e professionisti all’interno della stessa. Inoltre, la comunità ha riconosciuto l’esistenza di un deficit da parte degli stessi governi che sembrano effettivamente conoscere sempre meno gli interessi e le aspirazioni dei giovani. A questo proposito, la comunità ha pensato di promuovere ed aumentare i programmi di volontariato finanziati dalla comunità per avvicinare i giovani a questa realtà continentale di cui sono parte e della quale rappresentano il futuro. Per realizzare l’obiettivo di aumentare l’informazione – e di conseguenza la partecipazione – dei giovani alla vita attiva della comunità, l’Unione Europea nel 2003 ha creato un sito web appositamente dedicato ai giovani della comunità. Consapevoli della grande potenzialità comunicativa racchiusa in internet, infatti, gli stati membri della comunità hanno pensato di dedicare un portale ai giovani accedendo al quale è possibile conoscere tutte le iniziative che la comunità realizza in favore dei giovani europei.</p>
<h2>I limiti della comunicazione locale</h2>
<p>Gli stati membri della comunità, tuttavia, sono consapevoli del fatto che non tutti i giovani hanno la fortuna di avere a disposizione l’uso privato di un computer e di una connessione internet per accedere al sito web che la comunità dedica loro. A questo proposito, la comunità europea ha progettato una serie di iniziative finalizzate all’informatizzazione dei giovani meno fortunati. Tuttavia, tali iniziative restano ancora confinate ad una mera comunicazione verticale tra l’Unione Europea e i giovani che, nella migliore delle ipotesi, sono coinvolti in progetti di volontariato o di istruzione. La Comunità, infatti, lascia ancora poco spazio al coinvolgimento dei giovani in Europa attraverso la promozione di viaggi, vacanze studio e corsi di apprendimento che potrebbero essere pubblicizzati non solo via internet, ma anche attraverso gli sms o le telefonate, come avviene già nel Regno Unito. Infine, l’informazione dei giovani e il loro coinvolgimento concreto alla vita della comunità incontra il suo limite principale nella mancanza di strumenti delle amministrazioni locali che, quasi sempre, non riescono a coinvolgere ed informare come dovrebbero i giovani riguardo le iniziative promosse a livello europeo. Inoltre, le informazioni divulgate sono sempre di carattere generale e non riescono a rispondere alle reali esigenze di un giovane che, a loro volta, sono diverse di caso in caso.</p>
<p>Foto: imageteam &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Studi sull&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 16:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono diversi osservatori che si occupano di studiare le tendenze della EU in vari ambiti: sociale, economico o politico; il loro compito è di raccogliere dati per studiare le problematiche comunitarie affinché si possano identificare con esse anche delle possibili risoluzioni. Gli organi decentrati della EU La raccolta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-25" title="Bandiera europea" src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2011/08/Unione-europea-300x199.jpg" alt="Unione europea" width="300" height="199" /><strong>Ci sono diversi osservatori che si occupano di studiare le tendenze della EU in vari ambiti: sociale, economico o politico; il loro compito è di raccogliere dati per studiare le problematiche comunitarie affinché si possano identificare con esse anche delle possibili risoluzioni.</strong></p>
<h2>Gli organi decentrati della EU</h2>
<p>La raccolta di informazioni avviene tramite alcune sedi territoriali, dislocate in ogni stato della EU: il loro compito è quello di registrare i fenomeni locali ma anche quello di far rispettare le direttive europee. Esistono osservatori per la sicurezza dei cittadini, di controllo sulle pratiche finanziarie, per la destinazione dei fondi dell’EU, l’energia nucleare (nel caso dei paesi che ne fanno uso), per la pesca, l’agricoltura e molti altri aspetti regolamentati da specifiche normative europee. Uno studio recente dell’osservatorio europeo sulla sicurezza in Italia, tramite un’agenzia di sondaggi, ha rilevato i dati del malcontento dei cittadini di fronte alle manovre anti crisi, mostrando però una certa fiducia nell’opera di risanamento dei conti pubblici iniziata dal governo.</p>
<h2>Statistiche sulla EU</h2>
<p>La fonte più autorevole nella raccolta di informazioni rimane comunque l’ufficio statistico della EU, ovvero l’Eurostat, l’organo centrale che si occupa di uniformare i parametri statistici in tutti gli stati membri. La sua sede si trova in Lussemburgo e il suo operato consiste nel raccogliere dati ed elaborarli per consentire alla Commissione Europea di pianificare le proprie politiche sociali ed economiche. Anche la Banca Centrale Europea si serve della collaborazione di Eurostat per stabilire i parametri della distribuzione dei fondi europei. Per quanto riguarda la salute e l’alimentazione, gli studi sulla situazione delle aree rurali in Europa, hanno visto un entusiastico approccio verso il settore biologico, l’agricoltura e l’allevamento sostenibili. In questo periodo di crisi economica, una recente statistica sulle condizioni di vita dei cittadini comunitari attesta il tasso di disoccupazione media al 10%  circa, con un’inflazione del 2.7% tuttavia, nonostante le ripercussioni sugli investimenti nel settore industriale, i dati del turismo in Europa sono positivi: il 2011 ha visto un forte incremento del passaggio di turisti in Spagna e Italia, seguite immediatamente nella classifica da Francia, Germania e Gran Bretagna.</p>
<p>Foto: richterfoto</p>
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		<title>Seminari e stage a Bruxelles e in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 15:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bruxelles, in Belgio, ospita la sede della Commissione Europea, per questo motivo vi risiedono anche centri di studio e di informazione riguardanti la EU i quali offrono l&#8217;opportunità di studiare da vicino le dinamiche sociali e politiche comunitarie. Seminari a Bruxelles Ogni anno viene offerta a giovani laureati la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Consiglioeuropeo-300x225.jpg" alt="Unione europea" title="Consiglio europeo" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-21" /><strong>Bruxelles, in Belgio, ospita la sede della Commissione Europea, per questo motivo vi risiedono anche centri di studio e di informazione riguardanti la EU i quali offrono l&#8217;opportunità di studiare da vicino le dinamiche sociali e politiche comunitarie.</strong></p>
<h2>Seminari a Bruxelles</h2>
<p>Ogni anno viene offerta a giovani laureati la possibilità di effettuare stage a Bruxelles presso la Comunità Europea o altri enti similari. L&#8217;offerta si rivolge specialmente a persone interessate all&#8217;ambito delle relazioni internazionali, scienze politiche e lingue, c&#8217;è infatti grande bisogno di traduttori e interpreti. Oltre agli stage si possono frequentare corsi di aggiornamento e master in diritto comunitario, oppure legati alle politiche sociali e di integrazione. L&#8217;EJC (European Journalism Center), che si occupa di monitorare l&#8217;attività della Commissione Europea, ogni anno promuove moltissimi seminari a Bruxelles in collaborazione con giornalisti specializzati in politica ed economia della EU. Per diventare dei buoni analisti il confronto e la discussione sui temi caldi del momento sono quanto mai necessari, viene inoltre dato pieno risalto all&#8217;importanza di un&#8217;informazione seria e affidabile. Altri seminari promossi dai principali enti europei vengono svolti a Maastricht, un&#8217;altra delle città simbolo dell&#8217;Unione Europea.</p>
<h2>Guardando a Bruxelles</h2>
<p>Nelle università italiane, soprattutto nelle facoltà di giurisprudenza e scienze politiche, vengono continuamente svolti seminari e master riguardanti il diritto europeo al fine di tenere aggiornati studenti e professionisti del settore con le ultime direttive comunitarie. L&#8217;Università di Roma “La Sapienza” ospita a questo proposito un centro di diritto europeo che ogni anno si occupa di notificare le decisioni di Bruxelles attraverso seminari, corsi e pubblicazioni. Le conferenze trattano anche di problemi quali il terrorismo internazionale, proponendo strategie comuni di contrasto, o di politiche economiche e sociali. In questo contesto sono fondamentali gli scambi di studenti e ricercatori fra le università; proprio queste ultime sono i veri osservatori in cui si mettono in atto le prove generali di integrazione: è infatti in queste sedi che, nella maggior parte delle occasioni, si svolgono i seminari e le conferenze. Bisogna considerare infatti che molto spesso le maggiori autorità del settore economico e giuridico svolgono proprio il ruolo di professori universitari.</p>
<p>Foto: finecki &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il declassamento degli stati europei</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 15:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A seguito dell&#8217;aggravarsi della crisi nel 2011, l&#8217;Eurozona ha visto precipitare molto velocemente la situazione dei paesi con le economie più deboli e, mentre alcuni stati dell&#8217;unione corrono il rischio di insolvenza, la scure delle agenzie di rating cala anche sui più insospettabili. La BCE e l&#8217;Eurozona La banca centrale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Euro-300x200.jpg" alt="Salvaguardia dell&#039;economia dell&#039;Eurozona" title="Euro" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>A seguito dell&#8217;aggravarsi della crisi nel 2011, l&#8217;Eurozona ha visto precipitare molto velocemente la situazione dei paesi con le economie più deboli e, mentre alcuni stati dell&#8217;unione corrono il rischio di insolvenza, la scure delle agenzie di rating cala anche sui più insospettabili.</strong></p>
<h2>La BCE e l&#8217;Eurozona</h2>
<p>La banca centrale europea (bce) in questo periodo sta svolgendo un compito molto importante per la salvaguardia dell&#8217;economia dell&#8217;Eurozona grazie al cosiddetto “fondo salva stati” (Efsf). Tuttavia la situazione resta problematica e l&#8217;agenzia di rating Standard&#038;poor, oltre ad aver recentemente declassato Francia, Austria e Italia, ha esposto i suoi dubbi anche sull&#8217;affidabilità dell&#8217;Efsf. In questo contesto il presidente della bce preme affinché i paesi dell&#8217;Unione che ancora godono della valutazione massima contribuiscano in favore di quelli in difficoltà, garantendo una maggiore quantità di risorse per prestiti nell&#8217;Eurozona a favore di piani di sviluppo e crescita. Affiancando i prestiti alle politiche di austerità, dovrebbe essere possibile drenare i debiti dei paesi più a rischio senza incorrere nella minaccia della recessione. L&#8217;attuale presidente della bce, Mario Draghi, ha fortemente criticato l&#8217;intervento delle agenzie di valutazione finanziaria nei confronti dell&#8217;economia europea, sottolineando il fatto che il loro giudizio  spesso non sia né esatto né molto obiettivo.</p>
<h2>La situazione economica dell&#8217;Eurozona</h2>
<p>In questo momento sono pochi i paesi dell&#8217;Eurozona a mantenere ancora un&#8217;economia forte, tuttavia, sotto la guida di Francia e Germania, si sta imponendo a tutti gli stati membri di compiere un grosso sforzo di risanamento delle finanze pubbliche. A seguito del declassamento della Francia però, solo la Germania e pochi altri stati mantengono attualmente la valutazione massima, che corrisponde ad una tripla A. In questo frangente è cruciale la ripresa dell&#8217;Italia, più volte sollecitata fin dal 2011 ad azioni decisive in questo senso. La Commissione Europea e la BCE si stanno impegnando per costituire dei piani sia a breve che a lungo termine per garantire un ritorno di stabilità e, conseguentemente, di crescita. Nonostante ciò, la situazione di  insicurezza che coinvolge tutti i cittadini europei, ha creato un clima disfattista e di sfiducia nei confronti della moneta unica e dell&#8217;Unione.</p>
<p>Foto: Günter Slabihoud</p>
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		<title>L&#8217;ISDEE</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 07:22:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La sigla ISDEE, che sta per Istituto di Studi e Documentazione sull&#8217;Europa Comunitaria e l&#8217;Europa Orientale, indica un&#8217;istituzione europea che da sempre si occupa di mediare i rapporti tra gli stati comunitari e gli stati dell&#8217;est Europa. L&#8217;isdee e la Comunità Europea L&#8217;istituto fu fondato alla fine degli anni &#8217;60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/UnioneEuropea-300x271.jpg" alt="Paesi membri dell&#039;Unione Europea" title="Cartina Europa" width="300" height="271" class="alignleft size-medium wp-image-13" /><strong>La sigla ISDEE, che sta per Istituto di Studi e Documentazione sull&#8217;Europa Comunitaria e l&#8217;Europa Orientale, indica un&#8217;istituzione europea che da sempre si occupa di mediare i rapporti tra gli stati comunitari e gli stati dell&#8217;est Europa.</strong></p>
<h2>L&#8217;isdee e la Comunità Europea</h2>
<p>L&#8217;istituto fu fondato alla fine degli anni &#8217;60 a Trieste per regolare i rapporti fra i Balcani, l&#8217;Europa dell&#8217;est e gli stati occidentali. Inizialmente svolgeva un&#8217;opera di mediazione culturale utilizzando la sede triestina come ponte fra est ed ovest dell&#8217;area europea, in seguito ha acquisito ruoli sempre più importanti anche in ambito politico ed economico. Dopo la caduta del muro di Berlino gli stati dell&#8217;est interessati dalla sua azione sono aumentati arrivando a comprendere anche i paesi slavi: in un momento storico così delicato l&#8217;isdee ha svolto un ruolo molto importante creando le condizioni necessarie ad una maggiore interazione fra gli stati, cosa che ha semplificato molto lo sviluppo di accordi e relazioni internazionali efficaci. L&#8217;istituto è costituito da un gruppo di ricercatori che studiano costantemente gli sviluppi della società europea, si tratta quindi di un osservatorio che si occupa di monitorare le dinamiche interne agli stati in una prospettiva più ampia e comunitaria.</p>
<h2>La cultura europea dell&#8217;ovest e dell&#8217;est</h2>
<p>L&#8217;isdee nasce sostanzialmente come un centro di cultura il cui intento era quello di far incontrare due realtà distinte, legate a due aree di influenza distanti seppur vicine geograficamente. Si tratta di un esempio di integrazione e cooperazione europea prima dell&#8217;effettiva nascita della UE, con cui comunque attualmente collabora. L&#8217;istituto si è occupato anche dei rapporti tra Europa occidentale e orientale durante la guerra nei Balcani, preparando il campo alle trattative di natura economica e politica che ne sono scaturite. L&#8217;isdee comunica i risultati delle sue ricerche tramite la rivista “Est-Ovest”, una pubblicazione molto dettagliata il cui intento è quello di far comprendere non solo la cultura, ma anche le dinamiche sociali e politiche attualmente in atto nei Balcani e nei Paesi slavi, che oggi svolgono un ruolo fondamentale sia per i moti migratori che ne scaturiscono, che per la loro influenza sempre crescente nell&#8217;ambito dell&#8217;economia di tutta l&#8217;Europa. </p>
<p>Foto: Tanja Bagusat</p>
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		<title>Centri di documentazione europea</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 07:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[CDE]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Istituti di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[I centri di documentazione europea (CDE) svolgono un importante ruolo informativo per favorire le politiche di integrazione dei singoli stati all’interno del sistema Europa; i cde si occupano di diffondere le normative comunitarie sia fra i comuni cittadini che negli istituti scolastici e di ricerca. Gli Stati e l&#8217;Europa I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10" title="Università italiane" src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Universita-300x200.jpg" alt="Università e istituti di ricerca" width="300" height="200" /><strong>I centri di documentazione europea (CDE) svolgono un importante ruolo informativo per favorire le politiche di integrazione dei singoli stati all’interno del sistema Europa; i cde si occupano di diffondere le normative comunitarie sia fra i comuni cittadini che negli istituti scolastici e di ricerca.</strong></p>
<h2>Gli Stati e l&#8217;Europa</h2>
<p>I centri di documentazione contribuiscono a rendere trasparente l&#8217;operato della Commissione Europea a chiunque sia intenzionato ad approfondire i contenuti di alcune normative specifiche, in questo modo cercano di abbattere la diffidenza nei confronti delle istituzioni europee avvicinandole ai cittadini. I cde hanno sedi dislocate in tutta Europa e naturalmente ce ne sono diversi anche in Italia: per conoscere la sede più vicina basta semplicemente consultare il sito della Comunità Europea o più nello specifico quello della rete italiana dei centri di documentazione. Questa rete informativa esiste in Europa fin dagli anni &#8217;60 e attualmente conta più di 500 sedi di cui 45 in Italia, ospitate nelle università e presso gli istituti di ricerca. In poche parole i cde costituiscono, insieme ai centri di orientamento per i cittadini, la rappresentanza locale della Commissione Europea  all&#8217;interno degli Stati membri della UE.</p>
<h2>La ricerca in Europa</h2>
<p>I cde sono degli organi fondamentali per coordinare l’operato delle università e degli istituti di ricerca che, attraverso di essi, riescono ad entrare in contatto con la realtà comunitaria. In questo modo lo scambio di informazioni avviene più velocemente consentendo di attuare un sistema di collegamenti fra il mondo dell’università e della ricerca prima, e quello del lavoro dopo, senza alcun limite geografico all’interno dell’Europa. Lo scopo principale è quello di attuare un’ampia modernizzazione degli atenei europei per aumentare la competitività dei giovani inquadrando i programmi dei singoli stati in strategie comuni. In questo modo, collaborando anche con le aziende, si conta di immettere nel mondo del lavoro una gran quantità di laureati sempre più competenti. Questa misura si ritiene necessaria per la crescita e lo sviluppo sia di un’economia europea più salda sia per un aumento dell’occupazione giovanile a livello comunitario. In questo contesto i cde, con il loro ruolo di tramite, svolgono un compito fondamentale.</p>
<p>Foto: chiakto &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La crisi economica in Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 07:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Euro-economia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Unione Europea si trova davanti ad una crisi internazionale che sta mettendo a dura prova il mondo occidentale; il momento più critico per l’euro si è avuto durante il corso del 2011, anno in cui Grecia, Irlanda e Portogallo hanno rischiato il default finanziario, ovvero di non poter arginare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6" title="Crisi finanziaria" src="http://www.isdee.it/wp-content/uploads/2012/02/Crisi-300x240.jpg" alt="L'euro e la crisi finanziaria" width="300" height="240" /><strong>L’Unione Europea si trova davanti ad una crisi internazionale che sta mettendo a dura prova il mondo occidentale; il momento più critico per l’euro si è avuto durante il corso del 2011, anno in cui Grecia, Irlanda e Portogallo hanno rischiato il default finanziario, ovvero di non poter arginare il proprio debito pubblico.</strong></p>
<h2>La crisi dell’euro</h2>
<p>Nonostante la Grecia si sia salvata dall’insolvenza durante il 2011, la sua situazione rimane precaria minacciando di coinvolgere altre nazioni della Comunità Europea, come Italia e Spagna. Questo clima teso compromette notevolmente i rapporti di cambio tra euro e dollaro con conseguente instabilità sui mercati. Per evitare che il contagio si estenda a tutti i Paesi dell’eurozona, i vertici europei hanno chiesto delle garanzie di affidabilità da parte dei governi più a rischio di insolvenza e uno sforzo maggiore da parte di tutti gli stati membri affinché si raggiunga il pareggio di bilancio in tempi brevi. Anche se le politiche di austerità adottate contro la crisi stanno dando i loro frutti, alla lunga rischiano di deprimere l’economia portando alla recessione, per questo motivo, per risollevare l’euro, lo sforzo della Comunità Europea è volto verso obiettivi di crescita a livello nazionale e comunitario.</p>
<h2>L’euro e il dollaro</h2>
<p>La crisi che oggi coinvolge l’Europa è solo il risultato più recente di un periodo difficile che perdura dal 2008 a oggi. Questa crisi, nata negli Stati Uniti, si è poi diffusa per via dell’economia globalizzata a tutti i paesi che fanno parte dell’area economica americana, soprattutto quelli più ricchi, che hanno un basso margine di crescita. Il prezzo dei carburanti è salito creando un fenomeno di inflazione generalizzata che ha portato nel 2008 ad un forte squilibrio del tasso di cambio tra euro e dollaro. Con la moneta europea tanto forte e gli Stati Uniti indeboliti economicamente, si è verificato un calo delle esportazioni che ha danneggiato i paesi comunitari, creando alcune delle premesse della crisi di oggi. Attualmente il Consiglio Europeo, guidato da Germania e Francia, sta cercando di mettere in pratica i provvedimenti necessari con l’accordo di tutti gli stati membri.</p>
<p>Foto: imageteam</p>
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